Visualizzazione post con etichetta Racconti brevi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Racconti brevi. Mostra tutti i post

martedì 19 maggio 2015

La mia decisione

Ci vuole coraggio per morire. No, non parlo di quelle morti violente e indolori in cui il diretto interessato non ha neanche il tempo di accorgersi di cosa gli stia accadendo.
Parlo di ben altra morte.
Ci vuole coraggio per decidere di morire. No, non il suicidio.
Quella è solo una via falsamente facile che la gente disperata decide di percorrere.
La morte di cui parlo, è una morte forzata, sofferta, necessaria. Dove una scelta può cambiare tutto.

lunedì 27 aprile 2015

Sogno di cristallo



Dopo aver percorso tutte quelle scale, era decisamente stanca. Desiderava posare le sue delicate membra su uno scranno, o meglio ancora, su morbidi cuscini, se le fosse stato possibile.
Il grande portale di cristallo si aprì dinanzi a lei con una riverente lentezza.
Il portale era alto e stretto, intarsiato di mille motivi, decorato abilmente per tutta la sua lunghezza.
All’interno del castello, tutto era diverso.

venerdì 24 aprile 2015

Sefu

Tutti avevano sempre pensato che io fossi forte, imponente e determinato. E in effetti la mia stazza è questo che raccontava di me.
Avevo diciassette anni, e avevo molti amici: persone che contavano su di me, sul mio appoggio, sulla mia protezione.
Ed ero felice: erano passati gli anni in cui ero stato evitato, allontanato per paura e pregiudizi.
Non ero mai stato un ragazzo tanto socievole e facevo fatica a farmi accettare dagli altri. I ragazzini della mia età avevano timore di me perché ero alto e abbastanza grosso. Avevo sempre l’aria imbronciata e parlavo poco.
Non capivano che forse era timidezza, la mia. E che io avevo più paura di loro di quanta ne avessero loro di me.
Sapevo cosa volevano dire, quindi, la solitudine, l’isolamento, le prese in giro, gli sguardi sprezzanti. Ero convissuto con quelle cose per molto tempo.

martedì 31 marzo 2015

Nella vita non si sa mai


Insomma, alla fine ci eravamo baciati. Alla fine era successo.
Secondo la mia idea, avevamo corso sul filo del rasoio già da troppo tempo. E quell’attrazione che ci legava era davvero molto forte.
Doveva arrivare questo momento. Ne eravamo sicuri entrambi. Era inevitabile.
Ma… era passato troppo poco tempo…
Ed era appunto per questo che Luca mi aveva detto che, per il momento, non voleva una storia. Me lo aveva detto chiaramente.
-Siamo solo amici- ecco le sue parole.
Pazienza, mi ero detta. Saprò aspettare, per lui questo ed altro.
Ero innamorata di lui da tempo. Da quando lui era ancora fidanzato con Elena, la sua ex.
Colei che lo aveva fatto soffrire. Colei che lo aveva tradito col suo migliore amico e si era fatta scoprire da lui.
Era lei il motivo per cui Luca era ancora ferito, disilluso dall’amore.
Lo avevo aiutato in quel momento difficile, e gli ero stata accanto. Era comunque il mio migliore amico, anche se ne ero innamorata.
Erano passati due mesi.

Sorriso


-Ehi, quando pensi di andarle a parlare?- mi chiese Stefano, punzecchiandomi un braccio.
-Cosa?- dissi, distogliendo lo sguardo dalla ragazza dai lunghi capelli neri che mi dava le spalle.
-Su, dai, si vede lontano un miglio che stai mirando a lei! E' da più di due settimane che ci trascini qui con te a ricreazione, solo perché sai benissimo che lei viene a ritirare la roba per la sua classe! E ti accontenti solo di salutarla! Non è da te aspettare così tanto per entrare in azione!- disse Daniele, parlando sottovoce.
Eravamo nel bar affollato della scuola, ed era ricreazione, così che si vedevano gruppi di studenti cercare di sgattaiolare di qua e di là per farsi una passeggiata, andare in bagno o al bar.
Io e i miei due migliori amici eravamo fermi in fondo al locale, appoggiati da qualche parte ad aspettare che suonasse la campanella.
A dire il vero io stavo osservando Lei, e tutto ciò che avevano detto Stefano e Daniele era più che vero.
Lei era una ragazza di un anno più grande di me, aveva lunghi capelli neri, sottili occhi color nocciola, lineamenti delicati e regolari.
Il suo modo di vestire era semplice, ed anche il suo modo di fare, silenzioso e dolce.
Non era quel che si dice una ragazza che si nota subito, e non era neanche particolarmente bella.
Per questo non riuscivo a capire perché mi fossi fissato così tanto con lei nelle ultime due settimane.
E non riuscivo nemmeno a capire perché non riuscivo a farmi avanti come se nulla fosse, come facevo di solito.